Il Signore ti dia pace! Benvenuti! Chiesa di "s.Caterina", Via Feliciano di Gattinara - 13100 Vercelli Tel(Delia): 0321 870119 | E-mail(Davide): davide.tinti@libero.it

LETTURA FRANCESCANA - Perfetta letizia.

Dalle Fonti Francescane, i Fioretti di San Francesco, Capitolo ottavo, numero 1836: Avvenne un tempo che, san Francesco d’Assisi e frate Leone andando da Perugia a Santa Maria degli Angeli, il santo frate spiegasse al suo compagno di viaggio cosa fosse la “perfetta letizia”. Era una giornata d’inverno e faceva molto freddo e c’era pure un forte vento tanto che procedevano camminando l’uno innanzi all’altro e, mentre frate Leone stava avanti, frate Francesco chiamandolo diceva: frate Leone, se avvenisse, a Dio piacendo, che i frati minori dovunque si rechino dessero grande esempio di santità e di laboriosità, annota e scrivi che questa non è perfetta letizia. Andando più avanti San Francesco chiamandolo per la seconda volta gli diceva: O frate Leone, anche se un frate minore dia la vista ai ciechi, faccia raddrizzare gli storpi, scacci i demoni, dia l’udito ai sordi, fa camminare i paralitici, dia la parola ai muti, e addirittura fa resuscitare i morti di quattro giorni; scrivi che non è in queste cose che sta la perfetta letizia. E ancora andando per un poco san Francesco grida chiamandolo: O frate Leone, se un frate minore parlasse tutte le lingue e conoscesse tutte le scritture e le scienze, e sapesse prevedere e rivelare non solo il futuro ma anche i segreti più intimi degli uomini; annota che non è qui la perfetta letizia. E andando ancora più avanti san Francesco chiamando forte diceva: O frate Leone pecorella di Dio, anche se il frate minore parlasse la lingua degli angeli, conoscesse tutti i misteri delle stelle, tutte le virtù delle erbe, che gli fossero rivelati tutti i tesori della terra, e tutte le virtù degli uccelli, dei pesci, delle pietre, delle acque; scrivi, non è qui la perfetta letizia. E andando più avanti dopo un po’ san Francesco chiamava il su compagno di viaggio: O frate Leone, anche se i frati minori sapessero predicare talmente bene da convertire tutti i non credenti alla fede di Cristo; scrivi non è questa la perfetta letizia. E così andando per diversi chilometri quando, con grande ammirazione frate Leone domandò: Padre ti prego per l’amor di Dio, dimmi dov’è la perfetta letizia. E san Francesco rispose: quando saremo arrivati a Santa Maria degli Angeli e saremo bagnati per la pioggia, infreddoliti per la neve, sporchi per il fango e affamati per il lungo viaggio busseremo alla porta del convento. E il frate portinaio chiederà: chi siete voi? E noi risponderemo: siamo due dei vostri frati. E Lui non riconoscendoci, dirà che siamo due impostori, gente che ruba l’elemosina ai poveri, non ci aprirà lasciandoci fuori al freddo della neve, alla pioggia e alla fame mentre si fa notte. Allora se noi a tanta ingiustizia e crudeltà sopporteremo con pazienza ed umiltà senza parlar male del nostro confratello, anzi penseremo che egli ci conosca ma che il Signore vuole tutto questo per metterci alla prova, allora frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia. E se noi perché afflitti, continueremo a bussare e il frate portinaio adirato uscirà e ci tratterà come dei gaglioffi importuni, vili e ladri, ci spingerà e ci sgriderà dicendoci: andate via, fatevi ospitare da altri perché qui non mangerete né vi faremo dormire. Se a tutto questo noi sopporteremo con pazienza, allegria e buon umore, allora caro frate Leone scrivi che questa è perfetta letizia. E se noi costretti dalla fame, dal freddo e dalla notte, continuassimo a bussare piangendo e pregando per l'amore del nostro Dio il frate portinaio perché ci faccia entrare. E questi furioso per cotanta molesta insistenza si riprometterebbe di darci una sonora lezione, anzi uscendo con un grosso e nodoso bastone ci piglierebbe dal cappuccio e dopo averci fatto rotolare in mezzo alla neve, ci bastonerebbe facendoci sentire uno ad uno i singoli nodi. Se noi subiremo con pazienza ed allegria pensando alle pene del Cristo benedetto e che solo per suo amore bisogna sopportare, caro frate Leone, annota che sta in questo la perfetta letizia. Ascolta infine la conclusione, frate Leone: fra tutte le grazie dello Spirito Santo e doni che Dio concede ai suoi fedeli, c'è quella di superarsi proprio per l'amore di Dio per subire ingiustizie, disagi e dolori ma non possiamo vantarci e glorificarci per avere sopportato codeste miserie e privazioni perché questi meriti vengono da Dio. Infatti le sacre scritture dicono: cosa hai tu che non sia stato concesso da Dio? E se tu hai ricevuto una grazia da Dio perché te ne vanti come se fosse opera tua? Noi ci possiamo gloriare nella nostra croce fatta di sofferenze e privazioni. Sul Vangelo sta scritto: Io non mi voglio gloriare se non nella croce di nostro Signore Gesù Cristo. San Francesco d'Assisi.

PREGHIERA - Ti adoriamo.

Ti adoriamo
Signore Gesù Cristo
qui.
e in tutte le tue chiese
che sono nel mondo intero
e ti benediciamo
poiché
con la tua santa croce
hai redento il mondo....

San Francesco

RIFLESSIONE - Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.


Dalla Lettera agli Ebrei: capitolo 5, versetti 8-10.


…Benchè fosse il Figlio di Dio, tuttavia imparò l’ubbidienza da quel che dovette patire. Dopo essere stato reso perfetto, Egli è diventato causa di salvezza eterna per tutti quelli che gli ubbidiscono.

Carissimi Il Signore Vi dia Pace!!!

San Francesco all’inizio del suo Cammino Spirituale scopre la Chiesa negli emarginati, i lebbrosi e i poveri, ai quali è stato annunciato di preferenza il SantoVangelo. Poi riconosce la Chiesa nei muri cadenti di vari edifici bisognosi di restauro, in particolare nella Porziuncola. Poi scopre la Chiesa come annuncio, un annuncio che più nessuno dava: quello del Perdono (Conversione). Sente rivolte a sé le Parole del Santo Vangelo, e incomincia a predicare. Finalmente avviene l’incontro con la Chiesa gerarchica. Fin dall’inizio Francesco è sottoposto alla Chiesa. La menzione del Papa stà all’inizio e alla fine della Regola, come obbedienza al Papa, come venerazione al Papa: non si fa nulla senza la sua approvazione. Il Signore Vi benedica e Vi custodisca. Vi mostri il Suo Volto ed abbia misericordia di Voi. Volga a Voi il Suo Sguardo e Vi dia Pace.

Il Signore Vi Benedica!!! a presto!

TESTIMONIANZA FRANCESCANA - Lucia M. della Fraternità Ofs di Chatillon(AO).

I "semi" del cammino francescano sono stati gettati molto prima della mia nascita biologica da entrambi i rami della mia famiglia. Poi a causa della mia precaria salute fisica ho vissuto molto tempo accanto a mia nonna e mia zia, che mi hanno permesso di iniziare l'esperienza della fede in modo molto popolare e, passami il termine, un po' "fai da te", perché non c'erano tutte le possibilità di oggi. La mia famiglia, nel frattempo, mi è sempre stata accanto in questo percorso, tenendomi sempre per mano, partecipando attivamente alle attività proposte, e ai vari servizi parrocchiali. Arrivata alle scuole medie, i miei genitori molto preoccupati per me, perché i problemi non accennavano per nulla a diminuire, anzi aumentavano, hanno deciso a mia insaputa, di affidarmi alle amorevoli cure del parroco, chiedendogli di diventare mio direttore spirituale, affinché mi aiutasse a superare le problematiche adolescenziali, tenendo sempre lo sguardo fisso su Gesù, anche perché non sapevano se sarei riuscita a sopravvivere. Questa parentesi molto felice mi ha forgiata lasciando dentro di me un'impronta indelebile, che mi ha permesso di accettare ogni tipo di sofferenza, sia fisica, e anche a volte scolastica, ed è durata fino alla fine delle scuole superiori. Poi improvvisamente il luccichio del lavoro tanto atteso e sognato, ma anche lì dopo nove anni di precariato, la nomina a ruolo ha in qualche modo messo fine a un grande idillio. E qui purtroppo iniziano i guai. Ho commesso il più grave di tutti gli errori, mi ritenevo fortunata, arrivata, avevo raggiunto l'apice dei miei sogni, e quindi ero totalmente incentrata su me stessa. Il lavoro definitivo, la casa nuova, e lì mi sono fermata. Sono finita, per due eterni anni, in una scuola bruttissima, con colleghe molto spregiudicate e prevenute, in continua relazione con la sovraintendenza, che hanno gettato fango sul mio nome e su quello dei miei cari. Poi il terzo anno, a causa dell'infortunio, ho dovuto per forza chiedere di stare vicino a casa, ed è continuato il calvario. Così, ho preso questa decisione: devo fare qualcosa, perché non era più possibile continuare in questo modo. Prima ascoltando gli appelli in diretta TV, e poi finalmente provando e riprovando a scrivere, all'interno dei diversi siti segnalati , ai vari indirizzi di posta elettronica, ho trovato, per caso, quello della Fraternità Francescana di Vercelli . Così, il 14 Ottobre 2007, ho letto per la prima volta la risposta da Vercelli al mio SOS di allarme, e per mia enorme fortuna avete capito che al di là delle parole c'era qualcosa di più. E come il Profeta Isaia 800 anni prima della nascita di Gesù annunciava la Verità del Vangelo, Voi, Francescani di Vercelli, ad 800 anni dalla proclamazione della "nostra" Regola, perché ormai è anche un po' la mia, anche se la strada da percorrere è ancora lunga, siete stati autentici testimoni della verità rivelata, mi avete aiutata a riscoprirla dentro di me, strappando via quel velo sottile di pellicola trasparente che mi avvolgeva, e mi impediva di essere me stessa. Iniziando a corrispondere avete contribuito a riaccendere la fiamma della Speranza evangelica e finalmente il 4 febbraio 2008 ricevo la prima e-mail della nostra ministra regionale Mariangela Dairaghi, che mi invitava a mettermi in contatto telefonico con la ministra locale di Chatillon. Ho avuto il primo incontro il 30 marzo 2008, e poi alla fine di settembre 2008 ho iniziato il cammino nel terz'ordine francescano, e purtroppo, dico anch'io le parole di Sant'Agostino: tardi ti ho "ritrovato", perchè per me si è trattato di recuperare il passato e riattualizzarlo al presente. Dopo tante peripezie finalmente è rifiorita la Luce Vera della Resurrezione. Grazie.

Lucia Marchesini, novizia dell'Ordine Francescano Secolare della Valle d'Aosta.

RIFLESSIONE - Essere: Segno dell'Amore di Dio.

Dalla Lettera ai Romani, capitolo 5, versetto 5.

Dio ha messo il Suo Amore nei nostri cuori
per mezzo dello Spirito Santo che ci ha dato.

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Il Signore Vi dia Pace!!!
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Le Fonti Francescane, numero 784, accennano che San Francesco d'Assisi tutte le volte che sentiva nominare l’“Amore di Dio” si commuoveva,“come se venisse toccata col plettro della voce, la corda interiore del cuore”. Francesco amava la Croce, in particolare il Tau, lo trascriveva sulle lettere che inviava, lo incideva nelle celle che occupava e lo ripeteva nelle raccomandazioni “come se, dice san Bonaventura, tutto il suo zelo fosse segnare una TAU sulle fronti degli uomini sofferenti, veramente convertiti a Gesù Cristo”. A questo tende la nostra Professione nell’Ordine Francescano Secolare( Laici Francescani), infatti, si legge nella Regola, al numero 10:”…Seguano Cristo, povero e crocifisso, testimoniandolo anche fra le difficoltà…”. Coloro che accolgono il Mistero della Croce, troveranno la pace, troveranno le risposte alle eterne domande dell’uomo sul senso della sofferenza, dell’incertezza dell’esistenza. Capiranno il grande Amore che si nasconde dietro le ferite del Crocifisso. Il Signore Vi Benedica e vi custodisca. Vi mostri il suo volto e abbia misericordia di voi. volga a voi il suo sguardo e vi dia pace. Il Signore Vi benedica!!! I francescani secolari di Vercelli, a presto!

FOTO - La Fraternità di Vercelli festeggia il padre San Francesco.

La FESTA DEL PADRE S.FRANCESCO 2008 Data: 01,02,03,04-10-2008 Luogo: Chiesa"S.Caterina" - VERCELLI




FOTO - Esercizi Spirituali Regionali 2008

Gli ESERCIZI SPIRITUALI REGIONALI 2008 Data: 19,20,21-09-2008 Luogo: San Pietro al Gallo - CUNEO